Ma quel che conta è che tu, lettore, lo sai, io, lettore lo so: il bene e il male sono compresi nel prezzo.
Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti.E a Trapani non ci vieni?Ne conosciamo le vite e le passioni.Ricopritela di regolamento slot machine zapper foglie e chi ci casca dentro sarà catturato.In quella fessura.Non sarà come Holden che vorrebbe telefonare al suo autore preferito, però puoi portargli da fumare, anche a uno morto stecchito da cinquantanni.I banditi delle parole, quelli che ci hanno rapito e portato con loro chissà dove, in mezzo alla campagna inglese, nella steppa, nella giungla, in macchina a Palm Springs con unavventuriera bella da mozzare il fiato, a sparare a qualcuno, o esserne sparati,.E per quanto mi riguarda, se volete saperlo, la mia ansia di lettore è di finire in posti nuovi già pensati; e che chi scrive, il mio rapitore, il mio bandito, me li faccia pensare meglio.Qualcuno qualche lettore ci lascia sopra degli oggetti, non solo fiori, anche accendini usa e getta, pacchetti di sigarette.Il tema era: scrittori/lettori, i banditi delle parole.Tutti qui seduti abbiamo detto almeno una bingo chat games ideas volta nella vita insieme al Milton di Fenoglio: Fulvia, a momenti mi ammazzavi!Lo stupore è reciproco, diventa una partita di ping pong.Abbiamo, di questi banditi, foto segnaletiche, o ritratti, o identikit.Io voglio stupirli, e loro stupiscono. .Ma il perché il Male fa male e il bene cerca di metterci una pezza e di punirlo, e di beccarlo, devi cercarlo dentro.Sapete cosa cè scritto sulla tomba di Leonardo Sciascia, a Recalmuto?Sono quelli che ti portano in giro per le Halles di Parigi a metà dellOttocento, o che vedono Lara sul tram Lara!E un giallo, gente, ovvio che qualcuno si farà male.Ma tu guarda, mi ha rapito, mi ha portato via, in un altro mondo e in un altro tempo e mi ha spiegato il Jobs act.Il Festival Letterature di Roma mi ha chiesto di scrivere e poi leggere un testo inedito.

In quella crepa nel muro.