canzoni sul poker

Un blues emotivo nel quale si racconta di una mano persa associata alla disfatta di un amore.
Per chi maneggia la teoria dei giochi è normale vedere il mondo in termini di probabilità, e lo staking è la soluzione che diversi pokeristi si danno per rispondere alla varianza; e spesso questo avviene quando incominciano a invecchiare.Questo meccanismo diventa sostanzialmente inevitabile nei grandi tornei con buy in mostruosi, come il Big one for one drop, in cui il biglietto dingresso costa un milione di dollari e il primo premio è di 15 milioni.Per lo stesso principio aver avuto due settimane di carte pessime, non significa che non ve ne capiteranno altre due.Le cose non stavano così, ma non era certo la prima volta che la propensione del cervello umano a legare gli eventi in storie la cui coerenza appare sensata solo a posteriori, finiva per occultare le inappellabili e silenziose leggi dei numeri.Cè un senso di pulizia, di eleganza, di leggerezza nel modo con cui il giocatore di poker convive con il concetto di probabilità, lasciando larghe parti della vita indefinite, perché ne riconosce lirriducibile oscurità, senza per questo rinunciare a prendere su di sé lonere della.Laggiù si gioca finché cè partita.Altre strategie di promozione prevedono grossi eventi con primi premi molto alti, la creazione di uno star system di giocatori nostrano, un canale digitale dedicato interamente al poker, un reality show come La casa degli assi, realizzato da Mediaset in partnership con Pokerstars, nel quale.Quel che è peggio è che questa combinazione di sudditanza linguistica, azzardo, acque cristalline, cocktail a due euro e una generale tendenza a fare poche domande e di socchiudere sospettosamente gli occhi in direzione di chi le pone, fa venire in fretta voglia di indossare.Mi ero avvicinato al poker come quasi tutti attratto dagli elementi mitologici: soldi facili, libertà, intelligenza, adrenalina e mi ero ritrovato invece in un mondo un po troppo simile al mio.Ho riascoltato le registrazioni delle interviste, visto che quel diavolo cubico di Mike Pelteki era riuscito con il suo gruppo a organizzare degli eventi assieme al Wpt.Se non individui il pollo nella prima mezzora al tavolo, allora tu sei il pollo.In crisi ipoglicemica da metà nottata prendo al bar unimpossibile fetta di torta Schwarzwald probabilmente in attesa di un turista tedesco dal 1986 e incasso il sorriso divertito della cassiera.Probabilità e interazione, come nel poker.Si intende ovviamente to be lucky, espressione che forse in originale suonava un po volgare.Me lo faccio indicare e scopro che a guardarlo da vicino non somiglia granché allex giocatore dellInter.Era però proprio questo che Colman gioco delle carte croupier non voleva essere: quel qualcuno che migliaia e migliaia di persone vorrebbero essere.La crisi devastante del mercato ha inoltre rafforzato la room egemone che alla fine del 2014 ha raggiunto il 50 per cento del mercato dei cash game e il 60 per cento di quello dei tornei.
Una delle cose che ho trovato è stata il poker online.

Mi sono buttato sul live, gioco di media 3-4 volte alla settimana, tra periodi da due partite alla settimana e periodi in cui gioco undici ore di seguito per quattro giorni.
Un luogo dove le sinapsi sfrigolano alla ricerca dincastri metrici al fulmicotone e di messaggi che siano a un tempo sia brillanti sia capaci di delivery, siano cioè in grado di articolare un concetto per farlo arrivare in fretta ma in maniera cristallina e deflagrante.